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A lezione contro la fame

11 Settembre 2017
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Il GHI (Global Hunger Index), l'indice globale della fame, è uno strumento statistico che descrive la situazione della fame nei diversi paesi e la riporta in una mappa che consente di visualizzare i dati nei diversi anni. L'Indice è stato adottato e poi sviluppato dall'International Food Policy Research Institute (IFPRI) e pubblicato per la prima volta nel 2006. Dal 2008 è pubblicato in varie lingue, tra cui l'italiano, quest'ultimo a cura dell’ONG CESVI.
Anche se secondo i dati più recenti la comunità internazionale non è ancora sulla strada giusta per realizzare il secondo Obiettivo di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che prescrive “Fame Zero”, dal 2000 al 2016 si registra un declino del 29% del tasso di fame globale – segno che un preciso impegno politico può far sì che l’obiettivo sia realistico e raggiungibile.
Rispetto al GHI 2000, 22 Stati hanno ridotto il loro punteggio del 50% o più. I tre che hanno ottenuto la maggiore riduzione percentuale della fame sono Ruanda, Cambogia e Myanmar, i cui miglioramenti possono in parte rispecchiare una maggiore stabilità di questi paesi, per decenni teatro di guerre civili e instabilità politica.
Sebbene l’Africa a sud del Sahara abbia ottenuto il miglioramento più consistente, i paesi con i punteggi di GHI più alti e quindi con i più alti livelli di fame restano la Repubblica Centrafricana e il Ciad. La storia di questi paesi evidenzia come, nonostante significativi progressi nella diminuzione della fame a livello mondiale, i conflitti, il malgoverno e gli effetti del clima sull’agricoltura sono problemi cui ancora bisogna trovare soluzioni efficaci.
In conclusione, un aspetto critico messo in luce dal GHI è che i miglioramenti non sono stati omogenei e continuano a esserci forti differenze tra Paesi e tra regioni dello stesso Paese: i punteggi di GHI variano notevolmente da regione a regione e da paese a paese. Inoltre, per 13 paesi il punteggio di GHI 2016 non si è potuto calcolare per insufficienza di dati ma, sulla base delle informazioni ricevute, 10 di questi – Burundi, Comore, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Libia, Papua Nuova Guinea, Somalia, Sud  Sudan, Sudan e Siria – suscitano grande preoccupazione.
Scarica l’indice Globale della Fame 2016: Obiettivo Fame Zero
https://www.cesvi.org/approfondimenti/indice-globale-della-fame/



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