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Un aggiornamento dall'India

16 Maggio 2018
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Mercoledì 21 Marzo 2018 alcuni rappresentanti delle seconde classi dell’Istituto Comprensivo Giovanni XXIII di Lauria (PZ) hanno partecipato ad un’esperienza stupenda, una Skype call con  ragazzi, bambini e adulti di una scuola indiana.
Da anni ActionAid collabora con l’associazione locale Janasahayog che a Bangalore lavora al fianco delle persone più vulnerabili come i bambini che non vanno a scuola, le donne costrette a vendere il proprio corpo, i Dalit, la casta più bassa, per cercare di creare delle condizioni per lo sviluppo delle comunità.
Il programma scolastico della missione è stato svolto in due comunità e in una scuola elementare, il 18 e il 20 Aprile 2018; nel progetto collettivo, sono stati coinvolti principalmente ragazze e ragazzi adolescenti (dagli 11 ai 16 anni) e, per il programma di scuola elementare, bambini di un’età compresa tra i 6 e gli 8 anni.
Nella scuola comunitaria gli studenti sono stati coinvolti in processi partecipativi; sono stati loro assegnati alcuni temi di discussione come “la sicurezza, l’integrità fisica e la sensibilità (dei servizi pubblici) riguardo la disparità di genere”.
Inoltre sono stati invitati a condividere in varie forme le loro idee/opinioni su questi temi.
Prima di tutto ciò, si è svolto un esercizio per costruire chiarezza concettuale, durante il quale i ragazzi hanno ricevuto un chiaro orientamento sul significato di questi termini. L’obiettivo era quello di raccogliere le opinioni dei giovani su questi aspetti e cercare di sviluppare impegno sociale (sostegno), in relazione ai temi proposti.
L’opinione condivisa dalle ragazze in merito all’integrità fisica è che ci sono molti miti/errate convinzioni associati all’idea del sesso e del corpo femminile. Hanno sollevato una richiesta per il proprio diritto al controllo e alla possibilità di prendere decisioni riguardo al proprio corpo e al loro diritto alla salute ecc.., sollevando alcuni argomenti sulla sicurezza femminile in ambito scolastico.
Inoltre, sono stati formulati alcuni suggerimenti sulle politiche per la sicurezza infantile, come per esempio la presenza di un consulente, luoghi per le lamentele, orientamento alla conoscenza del proprio corpo, diritto alla salute, igiene mestruale nei programmi scolastici (corsi di scuola) ecc...
Hanno anche parlato di effettuare corsi di auto-difesa a scuola, che possano potenziare la loro forza fisica e mentale. Hanno proposto l’interazione tra professori e studenti al di là della discussione accademica, il dialogo intergenerazionale tra genitori e figli, corsi di alfabetizzazione legale per affrontare i diritti negati.
I gruppi di adolescenti della comunità hanno sviluppato qualche scenario sul “contatto buono – contatto cattivo”, sull’autonomia di gestione del proprio corpo ecc. Hanno stilato una carta delle loro aspettative sulla comunità – mettendo in evidenza la sicurezza, la partecipazione ai processi decisionali, i momenti di ricreazione per le ragazze, cioè tutto ciò che può migliorare la loro libertà di espressione e movimento.
Sul tema della sensibilità verso la disparità di genere, le ragazze hanno sottolineato l’importanza di un numero sufficiente di bagni separati, nella comunità e a scuola, con acqua corrente, pattumiere per gli assorbenti, illuminazione e protezione adeguate.
Anche alle elementari, i bambini hanno espresso le loro aspettative sulla scuola. Le richieste più ricorrenti sono state: avere insegnanti amorevoli, che non infliggano  punizioni corporali, ma utilizzino materiali di apprendimento e giochi di partecipazione.



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